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DOMOteorica & Feng Shui
di Martina Colorio

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"Essere albero
Immortale
Essere Suono del Vento
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Essere qui e ovunque
Come Polline
Come antiche Foglie"


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La Cameretta di figli e figlie

La Cameretta di figli e figlie

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Un approfondimento dedicato a come configurare la Cameretta di bambine e bambini. Argomento delle mie Formazioni.

Molto spesso noi genitori, comunque con tutto l'amore che portiamo in corpo, creiamo un disagio a noi e ai nostri figli e figlie, non organizzando correttamente il loro spazio. A prescindere da ragioni di ordine domestico, che soprattutto per chi lavora e ha poco tempo per gestire casa è spesso un tema difficile da gestire, quando parliamo di figli è importantissimo pensare ai loro spazi dalla prima infanzia fino all'accompagnamento verso l'età adulta.

Uno degli errori più comuni che un genitore fa in buona fede è quello di dedicare ai propri figli, in particolar modo se si tratta di un/a unico/a figlio/a, la stanza più grande dell'abitazione.

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I bambini, almeno fino all'età adolescenziale, dovrebbero avere degli spazi commisurati all'estensione totale della proprietà. Infatti i nostri cuccioli come i cuccioli della maggior parte dei mammiferi, hanno unicamente due necessità: sentirsi in uno spazio di cui possono fruire al 100% e la vicinanza dei genitori.

Chi invece va a dare, fin da piccolissimi, la stanza più grande al proprio figlio, magari con il ragionamento di farla diventare in futuro un'eventuale dependance per un giovane adulto, fa un errore. Infatti così crea un disagio al figlio, che di fatto si troverà in un territorio troppo grande per le sue capacità.

Se avete visto il mio approfondimento dedicato al conflitto di territorio infatti avrete già consapevolezza del fatto che noi, in quanto animali, soffriamo tanto quanto moltissimi altri mammiferi di conflitto di territorio. Conflitto di territorio è quella situazione in cui noi sentiamo di avere o troppo spazio o troppo poco spazio da poter gestire. Ogni specie ha una sua metratura minima e metratura massima di competenza, ovvero noi a seconda del nostro carattere, ma anche della nostra età, abbiamo necessità di un certo tipo di spazio.

Ad esempio se pensiamo a un adulto con una vita votata alla ricerca del successo economico e con magari anche un grande ego a sostegno, avremo una persona che si troverà a suo agio in ambienti molto estesi, anche estremamente grandi, ed è per questo che alcuni di noi cercano sempre delle case ampie, per dimostrare le possibilità economiche al resto della popolazione. Tuttavia solo certi tipi di persone possono sopportare territori così ampi perché, citando l'Uomo Ragno "Da un grande potere derivano grandi responsabilità" e infatti persone tendenzialmente più tranquille, remissive, poco propense a voler apparire nei confronti degli altri, potrebbero sentirsi a estremo disagio nel vivere in case più grandi di una certa metratura.

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Lo stesso succede ai nostri cuccioli che passeranno varie fasi evolutive, strettamente legate al loro sviluppo fisico ed emotivo.

La prima fase dei nostri cuccioli è la nascita e la prima infanzia. So che è un argomento molto delicato e dibattuto anche dagli psicologi e dai neuropsicologi dell'età dello sviluppo. Tuttavia è importante, come possiamo riconoscere nei mammiferi più simili a noi come i primati, il cucciolo non dovrebbe mai separarsi dalla figura genitoriale neppure nel momento del sonno, almeno per i primi mesi di vita. Chiaramente come sappiamo bene per le indicazioni legate alla prevenzione della SIDS, la sindrome della morte in culla, non è mai consigliato dormire con i nostri figli appena nati. Serve predisporre una culla o una culla addossata, in cui il bambino sia tutelato nel suo spazio e non venga mai abbondonato dalla presenza e della vicinanza dei genitori.

Quindi come sarà la camera per un/a bambino/a nei suoi primi mesi di vita? In realtà in questo periodo potremmo al massimo allestire quella che è una stanza per cambiare, per pulire, per magari gestire anche le cose del bambino, senza doverci troppo impegnare a creare già la camera a sua misura. Non è consigliabile lasciare un bambino da solo nella camera, o anche insieme a fratelli più grandi, che comunque per il neonato non trasmettono lo stesso tipo di affezione, attaccamento e senso di protezione di un adulto (a meno che non parliamo di fratelli con grandi differenze di età, almeno di 10-11 anni, che possano già trasmettere al neonato un senso di tutela).

Quindi è importante non impazzire negli ultimi mesi della gravidanza nel creare delle stanze ad hoc, quello si può pensare a partire dai 2/3 anni di vita. Ci sono decine di culture nel mondo che continuano con il Co-sleeping anche in età più avanzate, anche oltre l'età scolara, ma in linea di massima si può dire che un bambino di tre anni può iniziare ad avere il suo spazio all'interno di una abitazione.

La sua cameretta, dovrà essere organizzata diligentemente, in modo tale da separare la zona Yang, quindi la zona del gioco, dalla zona Yin, che è la zona di riposo.

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A differenza delle indicazioni per gli adulti, ad esempio, per i bambini piccoli sono molto adeguati i letti chiusi, i letti a ponte, i letti a nicchia, che quindi facciano sentire il bambino all'interno di una piccola tana sicura. I letti alti, invece come letti a castello e letti soppalcati, sarebbero consigliati più avanti nell'età. Per quale ragione? Perché un bambino in crescita sentirà in un letto sollevato dal terreno, maggior sicurezza, e sarà già indipendente nel salire e scendere.

Se invece parliamo di bambine/i più piccole/i, quindi fino ai 5/6 anni di vita, sarebbe sempre fortemente sconsigliato utilizzare i letti rialzati, perché il bambino si sentirà sì al sicuro, ma non si sentirà indipendente, cosa che, come dicevo prima, è invece basilare per la capacità di utilizzare il proprio ambiente. Quindi la prima camera dei bambini dovrebbe essere pensata in piccole metrature e con una buona distinzione tra l'area giochi e l'area del riposo.

Questa conformazione, con area giochi/studio e area di riposo, è un'indicazione che accompagnerà i nostri figli sino all'età adulta, e persino in età adulta. Dobbiamo sempre evitare attività di tipo Yang, come il guardare la televisione o metterci a lavorare, nella nostra camera da letto, che essendo il cuore, il nucleo primario dell'abitazione, deve essere sempre Yin: riposante e dedicata solo al dormire.

Quando il/la bambino/a cresce, quindi a partire dalla pre-adolescenza (che fisiologicamente a livello di sviluppo cerebrale possiamo far corrispondere al periodo delle scuole medie inferiori) avrà sempre più necessità di un "territorio da difendere" tanto quanto noi adulti. Quando arriviamo alle pre-adolescenza e adolescenza, infatti, la camera può iniziare ad assumere progressivamente un aspetto sempre più simile a quello di una camera per adulti, con un letto singolo, o eventualmente anche un letto a una piazza e mezzo. Volendo, come detto prima, si può optare per il letti rialzati e soprattutto in questo periodo è fondamentale iniziare a dare ai/lle ragazzi/e la loro privacy.

Infatti un errore molto comune è quello dei genitori o dei nonni che entrano senza chiedere il permesso.

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Questo viene considerato come una vera e propria invasione di territorio: infatti in quella fascia di età, la/il ragazza/o comincia a percepire la sua stanza come proprietà, inizia a educarsi alla sua vita futura, nella quale avrà un'abitazione da gestire o da gestire in condivisione con altri Sapiens. Deve avere uno spazio da rispettare e da sentire proprio, quindi, man mano che cresce.

Nonostante molti di noi dovranno fare un vero e proprio fioretto o voto per non impazzire in certa confusione che creano i/le figli/e, è fondamentale non intervenire mai sulle loro camere, a meno di non essere autorizzati e allo stesso tempo. Non è mai consigliato entrare in camera quando i ragazzi o le ragazze sono dentro e la porta è chiusa, questo perché se noi non ci annunciamo, creiamo lo lo stesso effetto di trovarsi una persona che entra in casa senza chiedere il permesso o senza annunciarsi. Cosa che in certi luoghi del mondo può essere normale, ma che per la maggior parte delle culture viene ritenuta una vera e propria invasione dei propri spazi personali.

Un'altra considerazione importante è il posizionamento della stanza dei ragazzi in planimetria. Innanzitutto la stanza dei/lle nostri/e figli/e non dovrebbe mai essere frontale alla porta dei genitori. Finché i bambini sono piccoli può andare bene, ma man mano che crescono si sentiranno controllati, osservati e limitati. Questo è ancora più amplificato se dalla posizione del letto dei genitori si vede direttamente la porta della cameretta.

Risulta poi importante rispettare sempre i parametri di tutela dell'esposizione, quindi non avere mai la cameretta affacciata direttamente sulle scale o direttamente sulle porte di ingresso dell'abitazione. Preferire una zona protetta, e meno isolata rispetto alla camera dei genitori, ma che non sia a ridosso della stessa: più il bambino è piccolo, più si sentirà tutelato in una stanza vicino a quella dei genitori, mentre crescendo cercherà un distacco.

In adolescenza, se la stanza è più isolata, il/la ragazzo/a sarà spinto/a ad essere indipendente.

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La gestione del proprio spazio quotidiano è uno step primario di noi Sapiens. Come una sorta di rito di passaggio in cui il cucciolo di Sapiens comincia a costruirsi la propria realtà, il proprio spazio in cui esprimere tutte le sue potenzialità.

Il Consiglio di Domoteorica

A partire dall'età delle Primarie, in cui il bambino comincia a distaccarsi completamente dai genitori e a sviluppare una visione del mondo propria, è importantissimo che le scelte che riguardano la camera delle/i ragazze/i vengano fatte in collaborazione con le/i ragazze/i stesse/i. Infatti decidere di cambiare mobili, colori delle pareti o disposizioni, senza che i nostri figli siano avvisati, e abbiano deciso o comunicato con noi le loro aspettative e il loro desideri, potrebbe creare una fonte di forte attrito. Ricordo che qualsiasi tipo di intervento non può essere mai fatto come una sorpresa anche in buona fede, bensì deve essere sempre pianificato con attenzione per non ritrovarsi a creare delle situazioni di conflitto dove non è necessario.

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